Comune di Nonantola

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Museo di Nonantola




MUSEO DI NONANTOLA (Torre dei Bolognesi)

Ingresso da via del Macello e via Marconi n° 11, giardino Perla Verde.

41015 Nonantola Mo

Tel: 059-896656, 059-896639, 059-896657, 059-896555

Fax: 059-896648
e-mail: archivio@comune.nonantola.mo.it;
             archiviostorico@comune.nonantola.mo.it;
             uit@comune.nonantola.mo.it

Costo: intero: 3 €; ridotto: 1,50 €: studenti universitari (con tesserino), studenti, insegnanti, militari ed esponenti delle forze dell’ordine, bambini fino ai 6 anni, guide turistiche, disabili e accompagnatori, scuole di Nonantola e del dell’Unione del Sorbara, insegnanti in accompagnamento alle classi, adulti sopra i 65 anni.

Non accessibile ai disabili; al piano terra è stata predisposta una visita virtuale.

Orario: sabato e domenica 9.30-12.30 15.30-18.30.
Chiuso: 1 gennaio, 25 dicembre e dal 1 al 30 agosto.

Visite guidate: le visite guidate sono possibili su prenotazione contattando il Punto di Informazione Turistica (vedere scheda in fondo alla pagina)

Tempi di visita:sono previsti tre diversi percorsi di visita basati su altrettanti livelli di approfondimento (per informazioni si veda l'allegato)

 
PIANO TERRA
Benvenuti al museo
 

Il piano terra del museo di Nonantola è stato pensato per accogliere diversi spazi. La biglietteria- bookshop, gli schermi che in tempo reale rimandano le immagini dal belvedere, la postazione per la visita virtuale, pensata soprattutto per chi non ha la possibilità di accedere ai piani superiori. E’ stato inoltre pensato uno spazio che ospiti piccole mostre temporanee, su argomenti legati non solo al museo ma al territorio che lo ospita e che racconta.

Importantissimi sono il pannello raffigurante le 4 fasi della torre dei bolognesi (torre militare, poi carceraria, successivamente magazzino e infine acquedotto) e la lapide (lastra di trachite proveniente dai Colli Euganei) che ne ricorda la fondazione.

 

La torre nella sua funzione originaria
di torre militare
La torre dal XV al XIX secolo
utilizzata come prigione

La torre nel periodo in cui venne
utilizzata come magazzino
La torre quando ospitò il deposito
sopraelevato dell'acquedotto
 
Piano terra Lapide commemorativa
che ne ricorda la fondazione

 


 

 
PRIMO PIANO

Il volto di Nonantola oggi.

Gli ottant’anni che hanno modificato il volto di Nonantola: dallo sviluppo demografico ed economico all’avvento del fascismo.

 

Al primo piano, basandosi principalmente su fonti fotografiche e documentarie, il museo presenta le tappe fondamentali che hanno portato, a partire dagli anni venti del ‘900, alla Nonantola di oggi: lo sviluppo demografico, le conseguente forte urbanizzazione e il “miracolo” economico che ha determinato il passaggio rapidissimo dall’agricoltura all’industria. L’approfondimento verte in particolare sui fatti principali legati all’antifascismo e alla resistenza. Di grande interesse è la vetrina dedicata alle figure di Don Arrigo Beccari e a Giuseppe Moreali, che per l’impegno profuso a favore degli ebrei perseguitati e in generale delle persone discriminate dal nazifascismo, sono stati insigniti dell’onorificenza di Giusti tra le Nazioni.

I due oggetti esposti a questo piano, la carriola e la bicicletta, raccontano, con la loro presenza, importanti momenti della storia della società e della cultura nonantolana e di tutto il territorio della pianura emiliana.

   
Primo piano Gli Americani in via Marconi il 21 Aprile
giorno della Liberazione di Nonantola
   
La bicicletta

Lo sviluppo urbanistico di Nonantola
nel dopoguerra

 

 
SECONDO PIANO

Le radici del cambiamento.

Le trasformazioni del paesaggio e della comunità.

 

Il secondo piano ripercorre a ritroso l’Ottocento ed evidenzia le profonde trasformazioni dell’agricoltura e del paesaggio. Esse seguono e si identificano in buona parte e per un lungo periodo di tempo, con la storia del movimento contadino e bracciantile, la nascita del socialismo, dell’azione cooperativa e sindacale delle campagne. In termini di approfondimento si presta particolare attenzione all’evoluzione della Partecipanza Agraria di Nonantola (l'Ente Morale derivante dal lascito di età medievale) che in questo secolo raggiunge non solo una sua più matura autonomia dal Comune, ma procede ad una profonda e radicale trasformazione agronomica: si abbatte il bosco secolare di 900 biolche, si dissodano i prati estesi per 1200 biolche per far posto alle coltivazioni di cereali.

Interessante al centro della sala, la scranna salimbeniana, una semplice sedia di legno che può essere trasformata in uno “scaletto” da biblioteca e che è documentato essere prova dell’ingegno di uno degli esponenti della nobile famiglia Salimbeni, per lungo tempo la più notabile di Nonantola.

   
La Scranna salimbeniana
Ricostruzione di un podere mezzadrile
   
Mappa della Partecipanza
nell'ottocento
Ponte sulla ferrovia
che collegava Nonantola a Modena

  

 
TERZO PIANO

Il Monastero di San Silvestro e la Magnifica Comunità di Nonantola.

 

Il terzo piano copre l’ampio periodo storico che, dal 1700 va al 1000 circa, partendo dalle origini del borgo di Nonantola nato nei pressi del Monastero di San Silvestro, fondato nel 752 dal longobardo Anselmo. Di particolare interesse sono le ricostruzioni dell’evoluzione del borgo ad opera di Riccardo Merlo. I disegni si basano sulle informazioni e sulle scoperte fornite dalla ricerca e dagli scavi archeologici condotti a partire dal 2001 dall'Università degli Studi di Venezia sotto la direzione scientifica di Sauro Gelichi, studi che hanno contribuito a gettare nuova luce sulle origini del borgo. A questo si aggiunge l’approfondimento che riguarda lo sviluppo di Nonantola in antico regime nei suoi aspetti istituzionali ed economici.

Interessantissimo il plastico della Torre dei Bolognesi (la stessa in cui è ospitato il museo), che riproduce fedelmente quello che avrebbe dovuto essere l’aspetto di parte delle mura di Nonantola prima del loro definitivo abbattimento.

 

Plastico che riproduce l'apparato difensivo
intorno alla torre nel XIV-XV secolo
Statuti della Comunità
di Nonantola, 1419
Monastero e castrum
nel X secolo
Campana dell’Oratorio
di San Rocco, 1630

 


 
 
QUARTO PIANO

Dai Romani alla Preistoria.

La centuriazione romana, gli insediamenti dell’età del ferro, la terramara di Redù.

 

Il quarto piano tratta la fase più antica della storia di Nonantola e del suo territorio, dall’età del Bronzo a quella romana. I disegni di Riccardo Merlo contenuti nei pannelli-libro aiutano a ricostruire la vita in queste epoche lontane. Grazie alla selezione dei reperti archeologici, già presenti nella precedente raccolta dell’Antiquarium di Nonantola, è emerso un importante manufatto risalente all’età del Bronzo: si tratta di un piede di statuetta antropomorfa in ceramica di impasto. Il piede costituisce ad oggi, l’unico esempio di oggetto dell’età del Bronzo con dettagli anatomici così perfetti (è da notare la resa del malleolo); esso apparteneva probabilmente alla statua di una divinità. Il reperto è stato rinvenuto presso la Terramara di Redù, che si connota come un'area di culto molto importante, come testimonia anche il ritrovamento della cosiddetta “Lamina Aurea”, un disco d’oro decorato, probabilmente rappresentazione del sole, oggetto di venerazione da parte di molte culture antiche.

 

Ipotesi ricostruttiva del villaggio
terramaricolo di Redù
Il territorio durante
l'età del Ferro
Il territorio durante il periodo romano Redù, podere Pilastro. Piede di statuetta
antropomorfa in ceramica d'impasto. XVIII-XIII sec a.C.
 
Redù, podere Pilastro.
Disco aureo, media età del Bronzo

 Foto quarto piano dalla Torre

 

BELVEDERE
Nonantola dall’alto.
 

Il belvedere rappresenta il ritorno al presente più immediato e pulsante, in continuo movimento e trasformazione. Permette un diretto confronto con le epoche più antiche appena percorse e raccontate. Dalla sua balconata è infatti possibile cogliere la visione d’insieme dell’abitato di Nonantola e del suo territorio, da tutti i punti cardinali. Durante le giornate particolarmente terse, a occhio nudo si possono riconoscere anche i paesi e le città confinanti e i loro monumenti: la chiesa di San Giovanni in Persiceto, San Luca sui colli bolognesi e la Ghirlandina di Modena.

Dal belvedere si possono quindi ammirare:

A Ovest: Modena, la Torre dei Modenesi, Villa Emma

A Est: Bologna

A Nord: la Partecipanza Agraria, l'Abbazia di San Silvestro, la Pieve di San Michele Arcangelo, la Chiesa di Santa Filomena.

A Sud: l'Appennino modenese e i Cimone.

 

Vista San Luca Dal belvedere

Archivio storico e Museo, Turismo, Volontariato, Manifestazioni e Sport

Via Marconi, 11 – 41015 Nonantola (Mo)

tel. 059-896656 (Piccinini)/639 (Della Casa)/654 (Goldoni)/657 (Ansaloni)
fax. 059-896590/648
e-mail: archivio@comune.nonantola.mo.it
e-mail: piccinini.o@comune.nonantola.mo.it
e-mail: dellacasa.c@comune.nonantola.mo.it
referenti:
Ombretta Piccinini

Caterina Della Casa (Volontariato e musei)

Paola Goldoni (Manifestazioni)
Chiara Ansaloni (Archivio storico)

orari:
Orario apertura al pubblico del servizio volontariato:
martedì: 9.00-13.00/14.30-17.30
mercoledì: 9.00-13.00
sabato: 9.00-12.30 (1° e 3° sabato del mese)

Orario di apertura al pubblico dell’Archivio Storico
Martedì: 9.00-13.00/14.30-17.30
Giovedì: 9.00-13.00/14.30-17.30
Sabato: 9.00-13.00


PIT Nonantola - Punto Informazione Turistica Comune di Nonantola

Via Roma, 21 - Palazzo della Partecipanza - 41015 Nonantola (Mo)

tel. 059-896555/634
fax. 059-896556
e-mail: uit@comune.nonantola.mo.it
orari:
Martedì 9.00-13.00
Mercoledì 9.00-13.00
Giovedì 9.00-13.00
Venerdì 9.00-13.00
Sabato 9.00-13.00/15.00-18.00
Domenica 9.00-13.00

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Ultimo aggiornamento: Domenica, 20 Maggio 2012 ore 19.25

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